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Le città della provincia

Trapani

saline di trapaniCapoluogo di provincia, la Trapani di oggi sorge nello stesso luogo dell’antica Drepanon, il cui nome, che letteralmente significa “falce”, ricorda la forma della città, di una falce appunto, che si protende per tre lati sul mare. E il suo rapporto con il mare non potrebbe che essere stretto ed profondo.  Nata per opera e volontà degli Elimi, fondatori e abitanti della vicina Erice, era usata come porto e base per gli abitanti della vetta. Al mare sono legate anche le attività e i commerci che l’hanno resa ricca e fiorente. Dal mare venivano infatti il pesce, il tonno – pescato nelle antiche tonnare -  e anche il corallo, che nei secoli passati ha reso ovunque noto il nome di Trapani. L’arte del corallo e l’abilità dei corallai trapanesi può essere ammirata nelle splendide opere conservate al Museo Pepoli, importante museo cittadino, che, oltre a opere di vario genere, ha dedicato una sezione speciale proprio all’arte del corallo. Il porto e i commerci resero Trapani ricca ed elegante. Ancora oggi, Trapani conserva intatta la bellezza delle vie del centro e degli eleganti palazzi nobiliari del 1700. E, ancora oggi, è il mare a portare il nome della città in tutto il mondo: il mare di Trapani infatti, con il suo scenario incantevole, nel 2005, è stato scelto dagli organizzatori della 32° America's Cup, come sede degli Acts 8 & 9.

Marsala

marsalaCittà dalle origini remote, antico ed eccellente porto, testa di ponte fra l’Africa e il mondo romano, è nota in tutto il mondo per la produzione del noto vino liquoroso che prende il nome dalla città. Il grazioso centro storico ruota intorno alla via XI maggio: la via che riprende e ripercorre, in parte, l’antico decumano massimo di epoca imperiale. Sorta infatti, in seguito alla distruzione dell’avamposto punico di Mothia, Marsala fu poi conquistata dai Romani. La sua storia antica è testimoniata oggi dai numerosi scavi condotti che hanno trasformato la città in un centro di grande interesse per l’archeologica locale. Agli anni ’60 risale la scoperta della cosiddetta Villa Romana, con un bel pavimento a mosaico. A questi, si sono aggiunti, negli ultimi anni, ritrovamenti importanti coma la splendida Venere Callipigia e la statua di Iside, entrambe conservate al Museo Baglio Anselmi, lo stesso dove è custodito ciò che rimane della Nave Punica, nave da guerra agile e snella, fin dal giorno del suo rinvenimento oggetto di studio di tutta la comunità scientifica internazionale. Ma Marsala non è solo storia né solo vino. Ci sono le facciate settecentesche del centro storico, le tante chiese, il mare azzurro e limpido e splendidi paesaggi come quello delle Stagnone e delle saline. Le piccole isole che chiudono quel tratto di mare, rendendolo placido e silenzioso, fanno da sfondo ai mulini a vento, alle vasche dove lentamente l’acqua lascia il posto al sale e ancora al sale, accatastato in bianche montagne: uno dei paesaggi certamente più affascinati che si possano immaginare.

Mazara del Vallo

Una gloriosa e antica tradizione marinara fa di Mazara uno dei più importanti porti pescherecci europei.  Il suo porto canale infatti, costituito dalla foce del fiume Mazzaro, da cui la città prende nome, è navigabile  ed ha rappresentato nei secoli la fortuna della città. Appena un centinaio di chilometri separano Mazara dalla costa tunisina e dal Nord-Africa. E proprio dall’Africa arrivò la flotta musulmana che, nel 827, sbarcò qui per dare inizio alla conquista musulmana della Sicilia. Per Mazara cominciò allora un periodo di grande splendore. All’epoca musulmana risale la struttura urbanistica della zona antica della città: la tipica Cashab con i suoi vicoli stretti. Anche sotto la dominazione normanna, Mazara continuò a fare la storia della Sicilia. Nel 1093, il re Ruggero istituì la diocesi, una delle più ampie e importanti della Sicilia, e nominò il primo vescovo. A quel periodo risale anche la prima costruzione della  Cattedrale, rimaneggiata nei secoli fino ad assumere l’aspetto odierno, elegante e sontuoso. Nelle vicinanze si trovano anche il Seminario dei Chierici, dove è ospitato anche un ricco museo di opere sacre, e il Palazzo Vescovile. Mazara è famosa inoltre per il Satiro Danzante, l’elegante statua bronzea a grandezza naturale, in buono stato di conservazione, risalente ai primi secoli avanti Cristo. Nei pressi di Mazara si trova anche la Riserva Naturale del Lago Preola e Gorghi Tondi.

Erice

balio e castello di ericeArroccata sulla vetta del monte che domina Trapani, Erice è un piccolo borgo di miti e leggende, dove le mura medievali, i cortili raccolti e silenziosi, i paesaggi mozzafiato hanno ispirano storie e tradizioni di antica memoria. Virgilio la cita ben due volte nell'Eneide: la prima per la morte di Anchise, padre di Enea, a cui Enea dedicò una stele sul promontorio di Pizzolungo  e, un anno dopo, per l’istituzione dei giochi, sempre in onore di Anchise. Ancora Virgilio la nomina, nel canto V, raccontando che, in un'epoca ancora più remota, vi soggiornò Ercole nella famosa lotta col gigante Erice. cronoscalata monte ericeImportante città degli Elimi, Erice divenne poi famosa, in tutto il mondo allora conosciuto, grazie al tempio dedicato dai Romani alla dea Venere. Alla dea ericina è dedicato anche il castello, di epoca normanna, che domina la cittadina e che si erge sontuoso ed affascinante sul lato sud-est. Da lì è possibile ammirare un paesaggio incantevole. Attorno al castello, lo splendido Giardino del Balio. Da vedere anche la Chiesa Madre, nei pressi di Porta Trapani. Costruita nel 1300 e poi rimaneggiata, fa bella mostra di uno splendido  il rosone. Erice è famosa anche per la pasticceria locale, di particolare prestigio, a base di pasta di mandorle e crema. Non potete lasciare la vetta senza averla gustata. Erice è anche sede del Centro di Cultura Scientifica “Ettore Majorana” ,fondato dal prof. Antonino Zichichi.

San Vito Lo Capo

san vito lo capo spiaggiaModerno borgo marinaro, San Vito Lo Capo si sviluppa su un lungo e bel litorale che ne costituisce oggi il maggior punto d’attrazione. Chiusa fra Punta San Vito e Punta Solanto, la baia di San Vito rimane sempre tranquilla e protetta dal vento. Il paese, nato alla fine del 1700 attorno ad una fortezza seicentesca, il Santuario di San Vito, ha recentemente vissuto una notevole espansione in seguito alla sua affermazione come meta ambita per le vacanze estive. Ogni anno, nel mese di settembre, San Vito Lo Capo celebra  il piatto principe della sua cucina: il cous cous di pesce. Le strade e le piazze del piccolo borgo si popolano allora di gente proveniente da ogni parte del mondo. Per il Cous Cous Fest, si incontrano a San Vito tutti i popoli del Mediterraneo accumunati dal cous cous, per presentare ciascuno le proprie ricette e le proprie tradizioni, in un incrocio di culture, musiche e sapori. Poco lontano da San Vito si trova anche la splendida Riserva dello Zingaro: 1600 ettari di natura incontaminata, 650 specie presenti e 7 km di costa. Merita una visita sia in primavera, quando fauna e flora si risvegliano dopo il torpore invernale, sia in estate per le piccole calette che permettono di immergersi in un mare incontaminato.

Isole Egadi - ( Favignana - Levanzo - Marettimo )

mare isole egadiPoco lontane dalla costa trapanese, le tre isole dell’arcipelago delle Egadi – Favignana, Levanzo e Marettimo - emergono da un mare incantevole per raccontare agli uomini la bellezza della natura e dei paesaggi selvaggi. Favignana, la più grande e la più vicina alla terraferma, è anche quella più urbanizzata. Resa famosa dai Florio e dalle mattanze miracolose che ne riempivano la tonnara, oggi vive soprattutto di turismo. Splendidi i fondali e le calette che si aprono lungo tutto il litorale. Marettimo è l’isola più lontana. Un piccolo e grazioso paesino è sorto ai piedi della  montagna, che costituisce gran parte dell’isola. Sulle pareti rocciose, che scendono a picco sul mare, si aprono affascinanti grotte, a cui la fantasia popolare ha attribuito particolari nomi e caratteristiche. Levanzo invece è la più piccola delle tre, la meno popolata e forse la più selvaggia. L’isola è nota, oltre che per lo splendido mare che la circonda, anche per la Grotta del Genovese: al suo interno sono stati ritrovati graffiti di epoca preistorica raffiguranti animali e scene di caccia. Il mare attorno alle Egadi costituisce oggi una riserva marina.

Castellammare del Golfo

golfo di castellammareCastellammare del Golfo, sorta alle pendici del Monte Inici, prende il proprio nome  dall’omonimo golfo, delimitato a est da capo Rama e a ovest da capo San Vito, che ne protegge il porto. Nata, intorno al V secolo a.C, come porto della ricca e potente Segesta, la cittadina oggi è nota soprattutto come località balneare. La varietà dei paesaggi, dalla spiaggia dorata agli scogli, anima il litorale, rendendola ancora più speciale.  Ogni due anni nel mese di agosto, a Castellammare del Golfo, viene rievocata un’antica battaglia combattuta nel 1718 tra gli Inglesi, che attaccarono la città, e gli Spagnoli di Filippo V ne avevano il dominio. La leggenda narra che gli abitanti furono salvati dal prodigioso intervento della Madonna del Soccorso che apparve circondata da una schiera di angeli.  A pochi chilometri da Castellammare, si trova il piccolo borgo di Scopello, ambita località marinara dalle splendide calette, così bella che  Ferdinando III di Borbone l’aveva elevata al rango di riserva reale di caccia. Accanto ai faraglioni di Scopello, i resti di un’antica tonnara per la pesca del tonno rosso.

Segesta

tempio di segestaL’antica città di Segesta, fondata e portata alla gloria dagli Elimi, popolo nato da fuggiaschi troiani, sorgeva su un vasto altopiano, in una posizione particolarmente importante dal punto di vista strategico. Il nome di Segesta è sempre stato legato a quello di Selinunte: l’una città regina degli Elimi, l’altra di origine greca, sempre perennemente in lotta. Dell’antica città oggi rimangono un tempio e un teatro, entrambi in ottime condizioni. Il tempio di Segesta fu costruito alla fine del V secolo a.C,  in cima ad una collinetta, secondo stile greco, con un perimetro di 36 colonne, che poggia su un basamento di tre gradini. L'anfiteatro di Segesta, risalente al III secolo a.C, fu costruito più in alto, fuori dall’area urbana, sulla collina opposta al tempio. Capace di ospitare oltre 3000 persone, il teatro si è ben conservato ed è ancora oggi usato per suggestive rappresentazioni teatrali. In un area più lontana, è stato riportato alla luce un santuario, risalente al IV-V secolo a.C. L’area archeologica di Segesta oggi rientra nel territorio di Calatafimi.

Salemi

pani san giuseppe salemiCittà dalla struttura tipicamente medievale, Salemi è circondata da dolci colline coltivate a vigneti ed uliveti.  Nonostante le tante dominazioni che hanno attraversato la Sicilia nei secoli, Salemi riuscì a rimanere, pur con alterne vicende, una città libera ed immune. Salemi si raccoglie intorno al castello normanno, dal cui terrazzo merlato della torre circolare è possibile ammirare il vasto panorama che la circonda. Scendendo la via del castello, si arriva al quartiere Rabato, che ha mantenuto intatto il suo aspetto islamico. Posta nel cuore della Valle del Belice, anche Salemi subì le tremende conseguenze del terremoto del Belice del 1968. Distrutta e mai ricostruita anche la vecchia Chiesa Madre, antistante  piazza Alicia, sulla quale si affaccia anche il castello. Meritano una visita la Chiesae il Collegio dei Gesuiti: la prima ha una ricca facciata barocca e il secondo ospita il Museo dove vengono conservate le opere d’arte scampate al terremoto. La cittadina di Salemi è nota anche per le tradizioni che ogni anno rivivono in onore di San Giuseppe. Nei giorni antecedenti la festa del 19 marzo, Salemi viene abbellita da splendidi altari, espressione di un’arte tramandata da secoli, da generazione in generazione. Gli altari, chiamati “le cene di San Giuseppe”, sono decorati con fiori, frutta e particolari pani nati dalle mani sapienti delle donne del luogo.

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